curare il mal di schiena con la panca ad inversione

Basket femminile Sanga Milano A2

Articolo sul sito della squadra di Basket femminile , il Sanga Milano, che milita in serie A2

 

Doc Alessandro Maniero, inventore del metodo terapeutico applicato alla Panca Inversione (Terapia Inversione Metodo Maniero) in foto con Miss Italia Alice Sabatini. E’ grazie al nostro Doc, se Maffenini è guarita a tempo di Record dal mal di schiena rimediato da una botta presa durante la partita vs Costamasnaga… 

sangabasket.com/

Il golf e la terapia d’inversione

Da circa un mese seguo un ragazzo italiano professionista di questo sport, il golf.

Il primo giorno che l’ho incontrato è stato bellissimo, ho portato la panca antigravitazionale direttamente al campo pratica, dove lui stava allenandosi, si proprio li sul posto , avevo bisogno di capire , verificare direttamente senza perdere tempo, il resto lo conosco so che tipo di risultati aspettarmi dall’applicazione del mio metodo.

Non conoscevo quale reazione diretta  avrebbe avuto su di un Pro, con fisico allenato e naturalmente con mal di schiena che da anni lo accompagna. Dopo qualche esercizio d’allungamento ed un cestino di palline, abbiamo cominciato la terapia d’inversione, la sessione è durata circa 15 minuti, dove ho cercato di spiegare al meglio effetti e reazioni , dell’organismo,in inversione gravitazionale.

Alla fine ho chiesto di provare immediatamente le sensazioni con un’altro cestino di palline. Sommariamente potrei dire questo: la schiena è parsa più leggera e senza dolori, anche durante lo swing, si è evidenziato e focalizzato un problema disfunzionale all’ileo-psoas, che ho trattato con terapia manuale osteopatica direttamente in inversione ed a seguire anche lo sblocco del piriforme.

Ha proseguito nel suo allenamento quotidiano.

L’ho rivisto il giorno dopo, le sensazioni positive sono rimaste ed il problema disfunzionale risolto , abbiamo eseguito un’altra sessione in inversione, la schiena è rimasta leggera e senza dolori. Gli ho dato degli esercizi mirati per la gestione delle varie disfunzioni e chiesto , visto che da li a poco avrebbe cominciato a giocare in vari tornei in giro per l’europa, che se avesse trovato qualche panca antigravitazionale d’appendersi tutti i giorni…purtroppo l’ho sentito e di panche nemmeno l’ombra.

Spero d’incrociarlo a breve tra un torneo e l’altro, per verificare direttamente le sue condizioni.

 

Dr. Alessandro Maniero

Doctor of Science in Chiropractic

Specializzato in Terapia Manuale Osteopatica

MCB

Il mal di schiena e la gravità terrestre – parte 4

Analizziamo i benefici dell’acqua calda, perché dovrebbe aiutarci a combattere il mal di schiena? In che modo?…vediamo:
quando il nostro corpo si immerge in acqua “che non stressa” , tiepido /calda, il nostro cervello entra in uno stadio di rilassamento dove l’emisfero destro, che gestisce la parte emozionale e l’emisfero sinistro , che gestisce quella razionale, attuano un’azione sincrona.
Raggiungendo uno stadio d’armonia che produce onde teta, preposte agli stadi meditativi.
Il cervello, organo endocrino, in questi stadi, meditativo e di rilassamento, produce endorfine le quali riducono gli stadi del dolore legati alla quotidianità e quindi allo stress.
Per raggiungere questo stato psico-fisico dovremmo dedicarci alla nostra persona, vivere il presente e sentire il nostro respiro cullarsi nell’acqua.
La società di oggi impedisce il contatto con la nostra persona fino a subirla passivamente, innescando tutte quelle strategie compensatorie che a lungo andare diventano automatismi sbagliati che portano ad un disequilibrio generale.
Riacquisire la padronanza del respiro, tramite l’elemento acqua, arreca uno stato di rilassamento generale, una stimolazione della circolazione linfatica e di conseguenza si alleviano i dolori e le tensioni muscolari per effetto miorilassante ,aiutando tutte quelle problematiche tipiche del mal di schiena.
Oggi è possibile raggiungere questi stadi ottimali per il nostro organismo tramite i bagni termali, il Watsu e più attivamente il nuoto.
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il mal di schiena e la gravità terrestre – parte 3

In ambiente acquatico si ottiene l’effetto “ microgravitario” , proprio per questo motivo quando ci si immerge si riduce notevolmente la forza di gravità a cui siamo sottoposti quotidianamente , con effetto immediato di sollievo per la colonna vertebrale e di conseguenza anche per il mal di schiena.

Si possono assumere varie posizioni in acqua, quella immergendosi in piedi fino alle spalle, ci fa raggiungere un peso in acqua che è il 20% di quello normale, assumendo una posizione di galleggiamento, il peso acquatico può scendere fino al 3% di quello che abitualmente subiamo a terra.

Questi rapporti peso/gravità/acqua ci suggeriscono uno dei rimedi naturali per combattere il mal di schiena. Consideriamo l’elemento acqua non come un ostacolo da contrastare ma bensì un ambiente dove farci cullare.

Reminescenza questa che ci riporta al liquido amniotico e tutte le sue positive sensazioni.

Fondamentale considerare che ogni individuo è diverso, quindi le sensazioni i risultati e le positività , saranno commisurati ad esso e per nulla confrontabili. Naturalmente queste considerazioni andranno rapportate ad ogni mal di schiena della singola persona, con tutte le variabili di compensazione posturale antalgica, più o meno croniche.


Alessandro Maniero

berlusconi colpito a milano, aggredito da uno squilibrato
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il mal di schiena e la gravità terrestre – parte 2a

Della gravità in correlazione con la panca antigravitazionale rapportato al mal di schiena, ho già affrontato alcuni argomenti e li approfondiremo più avanti.

La gravità in rapporto all’acqua è un mondo affascinante che affronto in modo crescente e curioso.
Vorrei perseguire l’idea dell’acqua che ci sostiene, elemento dalle grandi proprietà e al tempo stesso, come scriveva San Francesco nel Cantico delle Creature, “ utile, umile, prezioso e casto”.

Acqua che può rieducarci alla purezza della postura, che può farci imparare le armonie perdute, gli atteggiamenti naturali e non quelli compensati. E ancora liquido che ci può far percepire la neutralità e non la corporalità subita.

Consideriamo anche la temperatura dell’acqua, dovrebbe essere termoneurtra, dai 34° ai 35°. Questa temperatura non stressa il sistema termoregolatore dell’organismo, costretto a lavorare se si trovasse a temperature di 29/31°( nuoto e acquagym) oppure a più di 37°, quelle termali.

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Il mal di schiena e la gravità terrestre – parte 1

Il benessere psico-fisico e l’ascolto del proprio corpo è al centro dell’interesse per chi intende migliorare la propria postura e prevenire le patologie del mal di schiena. L’obiettivo, nell’esecuzione dei movimenti è quello di abbinare una corretta respirazione scoprendo nuove percezioni corporee, questo per mezzo dell’elemento acqua e con l’inversione gravitazionale, in entrambi i casi portando la gravità a giocare a nostro favore.
Attività eseguite in ambienti e in atteggiamenti che non sono consoni al nostro quotidiano, come ad esempio esercizi e movimenti in acqua e l’inversione gravitazionale, con la sua auto-trazione naturale e di conseguenza un riequilibrio muscolo-scheletrico.
Le due cose si accomunano nel combattere il mal di schiena a 360°.
A volte ci sono persone che non amano il rapporto con l’acqua ed altre che non possono o non riescono ad andare in inversione gravitazionale, a testa in giù.
Sono entrambi due stadi corporali e metabolici di riequilibrio psico-fisico,in assenza di gravità, che portano benessere a chi ha il mal di schiena.

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Work in progress “ l’Inversione Gravitazionale ”

Per la prima volta, in data 26.03.2009, è stato avviato uno studio medico scientifico sull’Inversione Gravitazionale.
La nuova Risonanza Magnetica per lo studio del Paziente verticale RM G-SCAN (sotto carico fisiologico) ha dato la possibilità al team composto dal Dr Giuseppe Monetti, dal Dr Saverio Colonna e dal Sig. Alessandro Maniero,di verificare cosa succede alla colonna vertebrale in Inversione Gravitazionale.
Le aspettative non sono state disattese ed i primi risultati sono stati ottimi; a breve il team avvierà studi comparativi sulle patologie del rachide.
La foto, di seguito pubblicata, attesta la sperimentazione in inversione su G-SCAN.

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Presentazione del Metodo Maniero

La prima presentazione del Metodo Maniero ad un congresso medico, l’ ottavo aggiornamento di terapia manuale, allo Spine Center di Pieve di Cento. Si è parlato di attualità in tema di diagnosi e terapia per le patologie vertebrali. La Terapia d’Inversione con la panca antigravitazionale per il mal di schiena,guardiamo l’intervento. Alessandro Maniero

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=avmAyB5KGmo[/youtube]

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=qAwI_rFyMww&feature=related[/youtube]

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=UWrb32Gk7vI&feature=related[/youtube]

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Montare la panca ad inversione

Riscontro molta difficoltà nella messa a punto della panca. Il primo passaggio è quello di mettere in equilibrio la panca rispetto al peso corporeo e all’altezza. Nella maggior parte dei casi la tacca di riferimento è diversa dall’altezza del soggetto, quindi la mia esperienza porta ad aumentare di una due tacche la barra di supporto dei piedi. l’equilibrio iniziale è alla base di una buona inversione gravitazionale.

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Ippocrate prima di tutti

“Questa terapia risale al 400 A.C., quando Ippocrate, padre della medicina, fu il primo a trovarsi davanti un paziente legato ad una scala, a testa in giù, durante una seduta di ciò che allora era definita trazione spinale”

Sommario

  • Obiettivo
  • Selezione Studio
  • Dati
  • La metodologia


Obiettivi

Grazie alla terapia d’inversione, si porta semplicemente la gravità a giocare a nostro favore.


Selezione Studio

La ricerca d’informazioni a livello bibliografico cartaceo e multimediale non aveva sortito nessun risultato e questo come una lampadina accesa mi invogliò a cominciare una ricerca studio specifica sull’inversione gravitazionale


Dati

Ad oggi un blog e un sito internet di riferimento hanno portato circa 30.000 persone in tutta Italia alla conoscenza della Terapia d’Inversione Metodo Maniero.

Trentamila persone che hanno conosciuto questa metodologia perché i primi dati di ricerca imputati sul blog sono stati:

n.b. i dati sopra citati si riferiscono a settembre 2008 e provengono da fonti facilmente reperibili in internet


Dati di ricerca

  • Panca Inversione (utilizzo a cosa serve)
  • Esercizi (Manuale, Foto, filmati)
  • L4,L5
  • L5,S1
  • Cervicale
  • Ileopsoas


Farmaci usati

  • Bentelan
  • Toradol
  • Ala
  • Valium
  • Sirdalud
  • Altri cortisoni
  • Altri antiinfiammatori
  • Altri antidolorifici

n.b. i farmaci sopra elencate sono fonti blog internet

Terapie effettuate

  • Fisioterapia
  • Ozono terapia
  • Tens
  • Mesoterapia
  • Ginnastica posturale
  • Trazioni
  • Busti, corsetti e collari
  • Altro

n.b. le terapie sopra elencate sono fonti blog internet

La metodologia

La metodologia utilizza una tecnica di semplice apprendimento ed applicazione che può diventare una reale soluzione per innalzare la qualità di vita e la salute globale dei singoli individui che hanno voglia di aiutarsi e si basa su alcuni principi fondamentali:

  • Il Massaggio
  • Portare la gravità a nostro favore
  • Lavorare sulla legge degli opposti
  • Riprogrammazione degli Engrammi mentali
  • La sessione d’inversione


La panca antigravitazionale

La Panca Antigravitazionale aiuta una colonna che dalla nascita viene sollecitata e schiacciata subendo la forza di gravità negativa.
 Portare la forza di gravità a nostro favore è uno dei passaggi fondamentali per un riequilibrio naturale muscolo-scheletrico.


La legge degli opposti

Gli opposti si annullano, quindi più riusciremo a contrastare la gravità con l’inversione antigravitazionale in decompressione, più il nostro organismo risponderà positivamente alla compressione quotidiana.


Engrammi mentali

Il nostro corpo, “macchina” eccelsa, a fronte di una patologia da compressione acquisita, si atteggia antalgicamente con posture compensatorie. Attivando così automatismi cha nel tempo diventeranno cronici e porteranno ad un riassetto posturale.
 Avremo, così facendo, dai tre ai sei mesi di lavoro quotidiano per cercare di stimolare l’organismo a rientrare sull’equilibrio muscolo-scheletrico e sul bilanciamento di se stesso nello spazio circostante.

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