La Terapia d’Inversione ed il Tennis

Come il post precedente a breve affronteremo le problematiche, legate al mal di schiena, per chi gioca a Tennis.
Questo sport potrebbe essere equiparato al Golf, per la sua monolateralità, ma a livello biomeccanico ha una diversa gestione del movimento globale.

il mal di schiena e la gravità terrestre – parte 5

Il nuoto non và sempre bene, anche questa attività a livello agonistico potrebbe arrecare problemi alla colonna vertebrale e di conseguenza il mal di schiena.
Alcuni stili sono indicati per chi soffre di mal di schiena altri decisamente da evitare. Cha accusa un forte mal di schiena e non vuole, giustamente, immobilizzarsi a letto avrà il primo approccio con l’acqua senza eseguire i vari stili, avrà la possibilità di immergersi in stazione eretta assistita(tubi , galleggianti etc.) eseguendo micro movimenti di braccia e gambe.
Volendo ipotizzare un problema a livello lombare inizierei l’approccio, con il nuoto, eseguendo alcune vasche esclusivamente a dorso e per cominciare un dorso assistito, con tavoletta di supporto a livello toracico anteriore. La bracciata la inserirei in un secondo momento,potrebbe portare un carico maggiore nel tratto lombare…Lo stesso stile libero andrebbe bene per un problema dorso lombare, meno per il comparto cervicale. Da evitare,per problemi cronici di cifosi dorsale e per il dolore lombare acuto, lo stile a rana.
Decisamente importante l’elemento acqua come antigravitazionale , da controllare tutte quelle attività che ne permettono l’utilizzo agonistico, rapportate al mal di schiena.
Purtroppo non tutti possono usufruire dell’acqua quando si hanno manifestazioni patologiche al rachide e quindi negli ultimi decenni si sono avvicendate varie metodiche di trazione ed auto-trazione vertebrale, solo una a mio avviso si è dimostrata attinente al rapporto peso corporeo/ gravità , la panca antigravitazionale.
Cominciamo conoscere questo attrezzo che permette, a quelle persone che lo possono usare, di contrastare la gravità. Vorrei ricordare che la gravità subita quotidianamente è di due forze ben distinte, una quella verticale l’altra è quella circolare. La prima ci schiaccia e l’altra ci ruota, di conseguenza il nostro corpo subirà uno schiacciamento ed una torsione del rachide, portando l’organismo ad assumere delle posture compensatorie antalgiche per non sentire dolore.

il mal di schiena e la gravità terrestre – parte 3

In ambiente acquatico si ottiene l’effetto “ microgravitario” , proprio per questo motivo quando ci si immerge si riduce notevolmente la forza di gravità a cui siamo sottoposti quotidianamente , con effetto immediato di sollievo per la colonna vertebrale e di conseguenza anche per il mal di schiena.

Si possono assumere varie posizioni in acqua, quella immergendosi in piedi fino alle spalle, ci fa raggiungere un peso in acqua che è il 20% di quello normale, assumendo una posizione di galleggiamento, il peso acquatico può scendere fino al 3% di quello che abitualmente subiamo a terra.

Questi rapporti peso/gravità/acqua ci suggeriscono uno dei rimedi naturali per combattere il mal di schiena. Consideriamo l’elemento acqua non come un ostacolo da contrastare ma bensì un ambiente dove farci cullare.

Reminescenza questa che ci riporta al liquido amniotico e tutte le sue positive sensazioni.

Fondamentale considerare che ogni individuo è diverso, quindi le sensazioni i risultati e le positività , saranno commisurati ad esso e per nulla confrontabili. Naturalmente queste considerazioni andranno rapportate ad ogni mal di schiena della singola persona, con tutte le variabili di compensazione posturale antalgica, più o meno croniche.


Alessandro Maniero

berlusconi colpito a milano, aggredito da uno squilibrato
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Work in progress “ l’Inversione Gravitazionale ”

Per la prima volta, in data 26.03.2009, è stato avviato uno studio medico scientifico sull’Inversione Gravitazionale.
La nuova Risonanza Magnetica per lo studio del Paziente verticale RM G-SCAN (sotto carico fisiologico) ha dato la possibilità al team composto dal Dr Giuseppe Monetti, dal Dr Saverio Colonna e dal Sig. Alessandro Maniero,di verificare cosa succede alla colonna vertebrale in Inversione Gravitazionale.
Le aspettative non sono state disattese ed i primi risultati sono stati ottimi; a breve il team avvierà studi comparativi sulle patologie del rachide.
La foto, di seguito pubblicata, attesta la sperimentazione in inversione su G-SCAN.

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Dr. Alessandro Maniero

Dr. Alessandro Maniero

Dr. Alessandro Maniero

Specializzato in Terapia Manuale Osteopatica

Dr. Alessandro Maniero


Doctor of Science in Chiropractic USA
Specializzazione in Terapia Manuale Osteopatia
Mcb Massoterapista-Idroterapista

Inventore della Terapia Inversione Metodo Maniero


Congressi

27-28 Settembre 2008 – 8° AGGIORNAMENTO di MEDICINA MANUALE “Attualità in tema di diagnosi e terapia per le patologie vertebrali”, con presentazione della Terapia Inversione Metodo Maniero

Congresso Nazionale ” Imaging funzionale in medicina dello sport ” nelle date del 25 e 26 Giugno 2010 a Bologna, durante il congresso ho esposto in collaborazione con il Dr Saverio Colonna ed il Dr Giuseppe Monetti, nella sessione pomeridiana RM in ORTO – CLINO, i risultati derivanti dall’inversione gravitazionale sulla compressione della colonna vertebrale.


Sperimentazione Medico – Scientifica

Per la prima volta al mondo, in data 26.03.2009, è stato avviato uno studio medico scientifico sull’Inversione Gravitazionale.

La nuova Risonanza Magnetica per lo studio del Paziente verticale RM G-SCAN (sotto carico fisiologico) ha dato la possibilità al team composto dal Dr Giuseppe Monetti, dal Dr Saverio Colonna e dal Dr. Alessandro Maniero, di verificare cosa succede alla colonna vertebrale in Inversione Gravitazionale.

Terapia d’inversione e trazioni

La trazione è una tecnica di meccanoterapia nella quale una forza di stiramento viene applicata per tendere i tessuti molli e per sollecitare la separazione delle superfici articolari. Viene effettuata, generalmente in posizione supina  e vengono applicati dei pesi di trazione.

Nel caso delle trazioni vertebrali, cervicali e lombari, lo stiramento fra una vertebra e l’altra ha l’obiettivo di ottenere un’azione antalgica ed un miglioramento funzionale tramite una triplice azione: ampliamento dei forami di coniugazione e dello spazio intervertebrale, distrazione a livello delle articolazioni interapofisarie e dei relativi legamenti, distrazione e decontrattura a livello della muscolatura.

Viene applicata ad alcune patologie:

cervicalgia e lombalgia, cervicobrachialgia e lombosciatalgia, contratture muscolari.

Ci sono delle controindicazioni:

neoplasie vertebrali, osteoporosi grave, artrite reumatoide, insufficienza vertebro-basilare (per le trazioni cervicali), gravidanza (per le trazioni lombari).

L’inversione gravitazionale utilizza la gravità naturale per l’autotrazione. Ci sono tempi e gradi d’inversione da rispettare ed il tutto viene gestito dal nostro corpo, il quale ci dirà se potrà continuare l’inversione se terminarla se mantenere più tempo nei vari stadi d’inclinazione e cosi via. Siamo noi che ci ascoltiamo e non subiamo, siamo noi che ci aiutiamo in questo percorso quotidiano e non un’azione esterna. Il riequilibrio muscolo scheletrico naturale è alla base di un benessere generale ed il tutto raggiunto in modo naturale. Ci sono anche qui delle controindicazioni già menzionate sul blog , rivediamole:

gravidanza, ernia iatale, separazione retinica, congiuntivite, alta pressione sanguigna, ipertensione,(questa lista non è esauriente, ma intesa per un vostro riferimento generico). Sopratutto fatevi sempre seguire dal vostro medico di fiducia. Quindi due tecniche completamente diverse che perseguono alcuni obiettivi simili.

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a breve…